Che cosa ha annunciato esattamente il governo?

Risposta diretta

Un real decreto-ley sulla casa "ampio e trasversale" previsto per luglio 2026, con l’aumento dell’IVA sui pisos turísticos al 21% tra le misure. Al 13 luglio non è approvato né pubblicato.

Il 29 giugno 2026, dopo il Consejo de Ministros, il governo ha annunciato un pacchetto casa in due blocchi: da un lato la regolazione dell’affitto di temporada e di stanze (contratto scritto, stesse garanzie dell’abitazione principale) insieme a una proroga straordinaria dei contratti; dall’altro misure per mobilitare alloggi a prezzi accessibili — tra cui portare l’IVA sulle case vacanza all’aliquota ordinaria del 21%.

Conviene essere precisi sullo stato dell’iter: non esiste un testo pubblico del decreto, né una data di entrata in vigore, né soglie confermate. Tutto ciò che viene pubblicato prima dell’approvazione in Consejo de Ministros e della pubblicazione nel BOE — questo articolo compreso — descrive un progetto politico, non un obbligo fiscale.

Quale IVA paga oggi l’affitto turistico? (il vero punto di partenza)

Risposta diretta

Senza servizi propri dell’industria alberghiera, l’affitto turistico è esente da IVA. Il 10% si applica solo quando quei servizi vengono prestati. Il titolo "dal 10 al 21" è, per i più, sbagliato: passerebbero da 0 a 21.

La regola vigente (art. 20.Uno.23º della Ley 37/1992) esenta da IVA la locazione abitativa — anche quella turistica e a notti — purché il locatore non presti servizi propri dell’industria alberghiera. In quel caso l’ospite non paga IVA e l’host non la applica né la detrae.

L’aliquota ridotta del 10% (art. 91.Uno.2.2º) entra in gioco solo quando i servizi alberghieri vengono effettivamente prestati: reception e assistenza permanente, pulizie e cambio biancheria periodici durante il soggiorno, o simili. L’Agencia Tributaria chiarisce espressamente che non contano le pulizie e il cambio biancheria all’arrivo e alla partenza, la pulizia delle aree comuni o l’assistenza tecnica per riparazioni.

Accanto all’IVA — e indipendentemente da essa — i redditi da locazione sono sempre tassati: in IRPF (residenti) o in IRNR tramite il Modelo 210 (non residenti).

IVA sulla locazione abitativa: regime vigente (luglio 2026)
SituazioneIVA oggiBase giuridica
Affitto turistico senza servizi alberghieriEsente (0%)Art. 20.Uno.23º LIVA
Affitto turistico con servizi alberghieri10%Art. 91.Uno.2.2º LIVA
Hotel / apartamento turístico regolamentato10%Art. 91.Uno.2.2º LIVA
Temporada (>30 notti) e abitazione principaleEsente (0%)Art. 20.Uno.23º LIVA
Canarie (vivienda vacacional)IGIC 7% (niente IVA)Regime fiscale canario

Come funzionerebbe il 21%? Il meccanismo più probabile

Risposta diretta

Il riferimento più solido è la proposta di legge già in esame: l’esenzione cesserebbe per i soggiorni fino a 30 notti allo stesso inquilino nei comuni con 10.000 o più abitanti, che passerebbero all’aliquota ordinaria del 21%.

Il decreto non ha un testo pubblico, ma il gruppo socialista ha depositato nel maggio 2025 la Proposición de Ley 122/000196, il cui meccanismo è il riferimento più plausibile: si modificherebbe l’art. 20.Uno.23º LIVA in modo che l’esenzione non copra più le locazioni la cui durata a favore dello stesso conduttore non supera le 30 notti, situate in comuni con 10.000 o più abitanti; e la stessa operazione verrebbe esclusa dall’aliquota del 10%, finendo così in quella ordinaria del 21%.

Tre conseguenze di quella formulazione che quasi nessun titolo riporta: il criterio è oggettivo (durata e comune), non la condizione del locatore — colpirebbe allo stesso modo privati e imprese; l’affitto ammobiliato con servizi alberghieri passerebbe anch’esso dal 10 al 21 (hotel e hostales resterebbero al 10); e l’entrata in vigore era fissata al primo giorno del trimestre solare successivo.

Tutto questo è estrapolazione ragionata: il decreto potrebbe copiare questo meccanismo, ammorbidirlo o inasprirlo. Fino al BOE sono coordinate, non regole.

Chi toccherebbe — e chi no?

Risposta diretta

I soggiorni brevi nei comuni medi e grandi. La temporada ben impostata (>30 notti), l’affitto LAU di abitazione principale e — salvo decisione propria — le Canarie resterebbero fuori.

  • Host STR con licenza turistica (VUT/VT/HUT/ETV/VV): le prenotazioni di giorni o settimane dovrebbero applicare il 21% se l’immobile si trova in un comune di ≥10.000 abitanti.
  • Host ibrido (estate turistica, inverno in temporada): regime misto per contratto — prenotazioni estive ≤30 notti al 21%; la temporada invernale >30 notti resterebbe esente. Il confine fiscale coinciderebbe con quello operativo.
  • Locatore di temporada (contratti di mesi): fuori dall’ambito del meccanismo noto, purché il soggiorno superi le 30 notti con lo stesso inquilino e non ci siano servizi alberghieri.
  • Locatore LAU di abitazione principale: nessun cambiamento — l’esenzione dell’art. 20.Uno.23º non si tocca.
  • Comuni con meno di 10.000 abitanti: l’esenzione resterebbe anche per i soggiorni brevi (secondo il meccanismo della PPL).
  • Canarie: fuori dal territorio di applicazione dell’IVA; la vivienda vacacional lì paga già il 7% di IGIC e un cambiamento richiederebbe una decisione canaria propria — nulla di annunciato.

Quali obblighi comporterebbe in pratica?

Risposta diretta

Applicare il 21% su ogni fattura, presentare il Modelo 303 trimestrale (e il riepilogo annuale 390), tenere i registri IVA — e, come contropartita, il diritto di detrarre l’IVA sostenuta sulle spese dell’alloggio.

Per un host oggi esente, il cambiamento non sarebbe solo di prezzo ma di amministrazione: registrazione ai fini IVA, fattura per ogni soggiorno con il 21% applicato, libri registro e autoliquidazione trimestrale (Modelo 303) più riepilogo annuale (Modelo 390).

Per i non residenti, l’IVA si sommerebbe all’IRNR: il Modelo 210 continuerebbe a liquidare il reddito (19% UE/SEE con spese deducibili, 24% altrove senza), e il Modelo 303 liquiderebbe l’IVA — due binari paralleli, perché l’IVA colpisce l’operazione dove si trova l’immobile, qualunque sia la residenza del proprietario.

La contropartita meno citata: chi applica l’IVA la detrae anche. Ristrutturazioni, utenze, commissioni delle piattaforme o servizi di gestione genererebbero IVA detraibile — un sollievo reale, anche se raramente compensa 21 punti applicati in mercati sensibili al prezzo.

E a medio termine la direttiva (UE) 2025/516 aggiunge il tassello mancante: da luglio 2028 (facoltativo) e gennaio 2030 (obbligatorio), piattaforme come Airbnb o Booking agiranno da "fornitore presunto" e riscuoteranno l’IVA quando l’host non comunica una partita IVA valida.

Passerà? Il precedente da ricordare

Risposta diretta

Nessuno lo sa — e c’è un precedente recente in senso contrario: il precedente decreto casa (RDL 8/2026) è stato abrogato dal Congresso il 28 aprile 2026 con 177 voti contro 166.

L’aritmetica parlamentare è la stessa che ad aprile ha affossato il decreto sulle proroghe: PP, Vox e Junts hanno votato contro, e quella norma è rimasta in vigore solo 37 giorni. Per questo decreto il governo ha bisogno almeno del sì di Junts — che esige incentivi fiscali propri — o della sua astensione insieme al voto di Podemos, che quegli incentivi li rifiuta. Il ministero del Consumo confida di convalidarlo "prima di fine agosto".

Due letture utili per decidere a mente fredda: primo, un real decreto-ley che modifica elementi essenziali di un’imposta può finire impugnato (i consulenti fiscali segnalano da mesi l’attrito con l’art. 86 della Costituzione — il motivo per cui questo stesso meccanismo veniva prima trattato come legge ordinaria). Secondo, anche se questo decreto specifico cadesse, la direzione di fondo è europea: la direttiva ViDA consente già di trattare gli affitti brevi come settore alberghiero, e le piattaforme riscuoteranno l’IVA tra il 2028 e il 2030. La domanda non è tanto se i soggiorni brevi finiranno per essere tassati, ma quando e con quali clausole in piccolo.

Domande frequenti

L’IVA al 21% sulle case vacanza è già in vigore?
No. Al 13 luglio 2026 esiste solo l’annuncio del governo (29 giugno): nessun decreto approvato in Consejo de Ministros, nulla pubblicato nel BOE. Fino ad allora vale il regime attuale: esenzione senza servizi alberghieri, 10% con.
È vero che l’IVA "sale dal 10 al 21"?
Solo per chi oggi presta servizi alberghieri (reception permanente, pulizie periodiche durante il soggiorno). La maggior parte degli host non li presta ed è esente: per loro il salto sarebbe da 0 a 21 punti, obblighi di fatturazione e Modelo 303 compresi.
Toccherebbe il mio affitto di temporada invernale?
Secondo il meccanismo noto (soggiorni ≤30 notti allo stesso inquilino), no: un contratto di temporada di più mesi resterebbe esente da IVA, sempre senza servizi alberghieri. La temporada ha requisiti di validità propri — il motivo temporaneo documentato — che spieghiamo nella guida ai contratti LAU.
Sono non residente e dichiaro con il Modelo 210. Cosa cambierebbe?
Il Modelo 210 (IRNR) resterebbe uguale. Se il tuo affitto diventasse soggetto a IVA, si aggiungerebbe un obbligo parallelo: applicare il 21% e presentare il Modelo 303 trimestrale in Spagna, perché l’IVA è legata all’immobile, non alla tua residenza.
E alle Canarie?
Le Canarie sono fuori dall’ambito dell’IVA: lì vige l’IGIC e la vivienda vacacional paga già il 7%. Un cambiamento equivalente richiederebbe una decisione canaria propria, che non è stata annunciata.
Cosa dovrei fare adesso come host?
Nulla di affrettato. Tre preparativi sensati: un’amministrazione capace di emettere fattura per soggiorno, una simulazione dei margini con il 21% sulle tariffe brevi, e una verifica di quanto pesano i soggiorni medi (>30 notti) nel tuo calendario — la parte che il meccanismo noto non tocca.

Fonti

  1. AEAT — IVA alquiler turístico Agencia Tributaria — "Alquilo un apartamento turístico, ¿tengo que repercutir IVA?" (régimen vigente: exención art. 20.Uno.23º LIVA / 10 % con servicios hoteleros)
  2. PPL 122/000196 Proposición de Ley para impulsar el alquiler de viviendas a precios asequibles (BOCG Serie B 229-1, 30-05-2025) — mecanismo: fin de la exención para estancias ≤30 noches en municipios ≥10.000 habitantes
  3. Anuncio 29-06-2026 eldiario.es — El Gobierno anuncia que regulará el alquiler de habitaciones y de temporada y subirá el IVA de los pisos turísticos (rueda de prensa del Consejo de Ministros, 29-06-2026)
  4. BOE-A-2026-9359 Resolución de derogación del Real Decreto-ley 8/2026 tras su rechazo en el Congreso el 28-04-2026 (precedente directo: 177 votos en contra / 166 a favor)
  5. Directiva (UE) 2025/516 Directiva (UE) 2025/516 del Consejo (ViDA) — los Estados podrán tratar el alquiler de corta duración (≤30 noches) como sector hotelero; plataformas como "sujeto pasivo asimilado": opcional desde 01-07-2028, obligatorio el 01-01-2030
  6. CEHAT CEHAT — advertencia sobre los riesgos de una subida del IVA al 21 % en las viviendas turísticas (posición sectorial)
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